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Claudia Renzi: blogger e cultrice di erbe spontanee, una donna mossa dalla passione per la Natura

Oggi è domenica, sono riuscita a scappare al mare e prendere il tempo per scrivere. Di fronte a questo immenso specchio di acqua che riflette i colori di un cielo autunnale, respiro a fondo e riesco a prendere fiato dopo una settimana decisamente impegnativa in cui ho trascurato alcune attività tra cui il blog. Avvolta da uno sciarpone morbido e gustando un buon caffè seduta a godermi la lentezza domenicale e la città ancora addormentata trovo l’ispirazione per scrivere.

Il web rappresenta uno strumento dai mille usi, dai mille volti e altrettante potenzialità. Uno degli aspetti che trovo affascinanti è quello di permettere di creare contatti, tessere reti, connessioni, rapporti con persone lontane, fisicamente sconosciute ma con cui è possibile condividere qualcosa.

E’ così che conobbi Claudia Renzi, autrice del blog GranoSalis di cui mi ero appassionata da qualche tempo e che mi piaceva per lo stile e i contenuti. Dopo aver provato diverse ricette ed averla seguita per qualche tempo questa primavera mi decisi a scriverle. Perchè nel mezzo del cammin di mia vita stavo e sto tuttora cercando qual è la strada lavorativa più giusta per me, per combinare passioni e riuscire al tempo stesso a sbarcare il lunario e un’opzione che prendevo in considerazione era la “raccoglitrice di erbe spontanee professionista”. Chiesi a Claudia se poteva chiarirmi alcuni aspetti fiscali e tecnici per provare questa strada e la gentilezza che mi ha travolto è stata sorprendente. Lei mi diede alcune informazioni, ma non si limitò a questo. Mi diede a sua volta dei contatti più precisi che potessero aiutarmi a dissolvere i dubbi e le perplessità. Fantastico! Continuai a seguirla con entusiasmo sul suo blog e i social mentre le stagioni passavano, gli alberi fiorirono fino ad arrivare a queste ultime settimane in cui quegli stessi alberi iniziarono a spogliarsi.

Nel frattempo cambiò tutto nella mia vita turbolenta, tranne forse la mia solita difficoltà a trovare la mia strada. Nonostante il subbuglio del periodo iniziai a percorrerne una nuova, partendo con il progetto del piccolo blog.

Una delle prime persone con cui mi confrontai, nuovamente per chiedere informazioni e se fosse stata disponibile a rispondere a qualche domanda per un articolo fu proprio Claudia. Nuovamente mi sorprese per la sua gentilezza, il modo accurato con cui rispose ai quesiti, sia riguardo alla gestione del blog sia sulle domande personali per poter scrivere questo articolo.

La gioia del condividere passioni comuni e il senso di collaborazione e cooperazione che ho percepito mi ha dato uno slancio e un nuovo entusiasmo nel credere che in questa umanità così individualista ed egoista, sempre alla rincorsa di un tempo incentrato e utile solo per se stessi c’è ancora spazio per lo scambio, il confronto, la relazione.

Claudia con la sua creatività e passione porta avanti dei progetti davvero interessanti tenendo corsi come quello sulla pasta fresca con grani antichi, scrivendo articoli, condividendo ricette nuove e sfiziose raccolte nei suoi libri.

Vi lascio la curiosità di scoprire da soli le sue attività e le sue chicche facendovi fare un tour in autonomia sul suo blog. Ne vale la pena, credetemi!

Qui di seguito riporto il nostro “dialogo”: buona lettura!

*Com’è nata la tua passione per le erbe spontanee?
Prima ancora è nato l’interesse per l’erboristeria. Abitavo a Roma, mi dedicavo a tutt’altro, ma avevo già voglia di frequentare una scuola di erboristeria di cui avevo sentito parlare. Poi mi è capitato, per caso, di lasciare la mia città poco dopo la laurea, e dopo molto girovagare, quando sono approdata in Toscana e ho iniziato a vivere in zone molto verdi, la semplice osservazione del territorio intorno a me mi ha portata a iniziare a studiarne le varietà botaniche, con i loro usi commestibili e officinali. È stata una curiosità nata spontanea, come le erbacce, che è cresciuta sempre di più fino a diventare una passione, portandomi a studiare ancora, a frequentare corsi, e infine a fare io stessa divulgazione, comunicando agli altri ciò che avevo imparato e insegnando a distinguere le piante nel loro ambiente naturale. La divulgazione è stato uno stimolo ancora più grande allo studio, uno studio che non mi stanca mai e che non finisce di emozionarmi. Ho capito, col tempo, che più ancora dell’erboristeria mi attraggono la botanica e l’etnobotanica, lo studio dell’interazione tra uomini e piante. E mi ci dedicherei ancora di più, avendo più tempo e risorse a disposizione!

*L’idea del blog quando ti è arrivata?
Sarà stato più o meno all’inizio del 2012 (il blog è poi effettivamente partito a giugno di quell’anno), chiacchierando con un’amica cara. Lei in quel periodo si dedicava molto ai lavori a maglia e uncinetto, aveva aperto un piccolo blog in lingua inglese e vendeva le sue creazioni sul portale Etsy, dedicato ai piccoli artigiani indipendenti. Io ero nella classica fase del cosafaredelrerestodellamiavita e avevo in mente di organizzare dei corsi di cucina naturale. Lei mi suggerì di iniziare intanto a farmi conoscere, magari tramite un blog, e ho iniziato a pensarci. Poi Gabriele, il mio compagno, ha fatto disegnare il logo come regalo per il mio compleanno da un’illustratrice, Chiara Abastanotti (che nel frattempo ha fatto un sacco di strada come fumettista, è bravissima!) che viveva e lavorava in quel periodo nel paesino dove tuttora abitiamo. È stata una bella sorpresa e il definitivo sprone a iniziare.
Poi la cosa ha preso piede, l’idea di farmi conoscere è in qualche modo scemata ed è cresciuto il piacere per il semplice scrivere e divulgare, al di là della ragione utilitaristica per cui avevo iniziato.
Ho cominciato con un blog bilingue, italiano e inglese, ma sono durata circa tre o quattro mesi, poi ho smesso di tradurre. Mi prendeva troppo tempo ed energia, anche perché col tempo sono diventata sempre più chiacchierona, e i miei post raramente sono brevi! Sarebbe stato bello dialogare col mondo intero, ma pazienza, non faceva per me.

*Grano Salis, un nome curioso, puoi raccontare qualcosa sulla scelta di questo nome? qual è stata la difficoltà maggiore che hai incontrato? e la più grande soddisfazione che hai avuto tramite il blog?
Non sono mai stata brava con i nomi 🙂 GranoSalis è uscito un po’ per caso chiacchierando con Gabriele, e ricordandoci il nome di una pizzeria buonissima di Lucca, dove abbiamo abitato un anno, che faceva ottimi impasti con farine semintegrali e usava ingredienti biologici. Pensavamo potesse essere adatto al progetto e qui riporto direttamente le parole della sezione “chi sono” del blog, per spiegarne meglio il perchè:
“Grano Salis” è un’espressione di derivazione latina che ha assunto il significato di “con un pizzico di buon senso”, “con sale in zucca”. Esprime piuttosto bene il modo in cui affronto la cucina e l’alimentazione: con consapevolezza, appunto, ma senza farne un’ossessione, come troppo spesso succede, senza identificarsi con una particolare dottrina, mantenendo la mente aperta e ascoltando il proprio corpo.
Ironia della sorte, l’espressione “Cum grano salis” è mutuata da un’opera di Plinio il Vecchio, uno dei primi e dei più grandi naturalisti di sempre: la sua Naturalis Historia è stata il punto di riferimento per la botanica e gli usi medicinali e alimentari di piante e fiori fino al Rinascimento. Non prevedevo un’incursione così massiccia delle piante spontanee nella mia vita e in questo blog, quando l’ho battezzato, ma forse era già scritto :).”

Se penso a difficoltà incontrate non ne trovo, a parte qualche hackeraggio maledetto e problemi tecnici vari :). Non ho mai avuto grandi ambizioni, avevo solo voglia di scrivere, condividere e comunicare, e non mi è mai riuscito difficile; se non so cosa scrivere, semplicemente non scrivo. A volte mi sfiora il pensiero che forse dovrei essere più specifica nei miei contenuti, invece di saltare da un argomento all’altro. Scrivo ricette di cucina naturale o racconto dei buoni produttori ed esperienze interessanti del territorio? Faccio articoli monografici sulle piante selvatiche i loro utilizzi o condivido le mie suggestioni personali nello stare a contatto con la campagna che mi circonda e con lo scorrere delle stagioni? Ma poi lascio perdere: quello che viene scrivo, c’è poco da fare :).
Se penso alla più grande soddisfazione invece…probabilmente alcuni commenti scritti col cuore, arrivati inaspettati e che comunicavano gratitudine per il mio scrivere e comunicare. Sapere che le tue divagazioni arrivano effettivamente a qualcuno, che c’è chi silenziosamente ti legge sempre e con piacere o che i tuoi articoli sono stati in qualche modo utili è molto bello.

*Quali potenzialità ritieni abbiano le erbe spontanee nel mondo di oggi?
Non essendo più la raccolta una necessità, come lo era in altri tempi, credo che il loro maggiore potenziale oggi sia quello di riportarci a contatto con la natura che ci circonda e col nostro territorio. Mi è capitato spesso che, qualche giorno dopo aver partecipato ad un mio corso di riconoscimento, qualcuno dei partecipanti mi scrivesse dicendomi che quasi temeva di rovinare le erbe calpestandole, tanta era la consapevolezza acquisita di quale tesoro abbiamo sotto i nostri piedi! Senza arrivare a tanto (le erbe sanno bene come difendersi dal nostro calpestio e da tante altre avversità), imparare a conoscere e osservare il mondo naturale porta sempre a sviluppare un maggiore rispetto verso di esso, cosa di cui oggi c’è più che mai bisogno. Cerco sempre di comunicare quanto sia importante raccogliere con rispetto, senza impedire la riproduzione delle erbe, e di tutelare la biodiversità con molte altre pratiche come il preferire prodotti da agricoltura consapevole o, quando si coltiva un pezzo di terra, farlo senza veleni e seguendo pratiche che non ne inibiscano la fertilità.

*Ritieni che il mercato, fiutando questa tendenza, si orienterà con alcune scelte di marketing in questa direzione? In che modo? Conosci delle realtà di portata locale e nazionale che utilizzano ingredienti provenienti dalla raccolta spontanea?
Il mercato si sta già orientando! Per lo meno a livello comunicativo: mi è capitato di vedere una puntata di Masterchef in cui i concorrenti dovevano cimentarsi con piatti a base di erbe spontanee. Non guardo granché la tv e non so se siano approdate anche altrove nelle trasmissioni mainstream, ma mi capita di vederne scrivere sempre di più sulle riviste di cucina, cartacee e online.
Personalmente conosco diversi ristoranti nella mia zona che ne fanno uso e so di almeno due piccole aziende, qui in Toscana, che coltivano erbe e fiori, che si trovano solitamente allo stato spontaneo, per la ristorazione (il più delle volte alta ristorazione: le erbe, se non le si raccoglie da sé, non sono affatto a buon mercato). Mi fa molto piacere che siano nate queste esperienze: il mio timore è che la popolarità possa portare ad una raccolta indiscriminata e poco attenta alla conservazione delle piante nel loro ambiente; in questo modo, si riesce a scongiurare, almeno in parte, questa eventualità.

*Nella tua regione, la Toscana, com’è disciplinata la raccolta di erbe? (In Piemonte è necessario richiedere il patentino)
Che io sappia non ci sono regolamentazioni particolari. So che, come dappertutto, ci vuole un’autorizzazione per funghi e tartufi, che non sono però classificabili come erbe, e che per alcune specie vengono imposti dei limiti di raccolta per persona, in particolare per fragoline di bosco, lamponi, mirtilli, more di rovo, asparagi, bacche di ginepro e muschi.

amante della Natura, della Vita e del Sapere. Cercatrice di sè, di significati, di segni, di ciò che avvicina all'Unità.