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Naturosofia: definizione, intenti e prospettive

La naturosofia è l’unione di “Natura” e “filosofia” di cui è intrisa la mia vita, la mia quotidianità e il mio modo di essere.

Pensatrice, cacciatrice di nuvole, sguardo perso, fronte corrucciata, occhi sbalorditi in contemplazione di qualche meraviglia della natura: questa sono io (e molto altro), fin da piccina.

La naturosofia vuole essere uno strumento di lettura di ciò che è la Vita, di ciò che ci circonda e di ciò che accade, in cui sono presenti due aspetti cardinali: la Natura, intesa come Maestra, Madre, Dono e la Filo-sofia nel senso originario e puro del termine, amore per il sapere. Un sapere non sterile, fatto di sofismi, congetture, razionalismi, ma un amore per il Sapere, con la “S” maiuscola. Sapere che è diverso da conoscere anche per etimologia. A questo proposito ritengo doveroso citare Massimo Angelini, filosofo e vero “naturo-sofo” secondo la mia idea di naturosofia. Qui il link di riferimento per curiosare il suo blog e scoprire un uomo, con cui ho avuto la fortuna di incontrare personalmente qualche tempo fa. http://www.massimoangelini.it/

Nel suo libro “Ecologia della parola” redatto dalla casa editrice di cui è anche direttore, fa un’analisi straordinaria ed affascinante di alcune parole. La differenza che viene descritta tra la parola (e non “termine”, ma questa è un’altra storia da ricercare all’interno del suo scritto) “sapere” e “conoscere” mi ha aperto un portale di consapevolezza nuovo, su cui ho meditato molto.

Riporto qui alcune parti fondamentali per ridare il giusto valore alla parola in questione, stralci tratti dal capitolo “Il sale” del libro sopra citato “Ecologia della Parola” edito da Pentagora:

Sapere invece viene al latino sàpere, che deriva da sale e significa avere il sapore, perchè il sale conferisce sapore alle cose e ne esalta il gusto, mentre, senza sale, il cibo è insipido.

Si può dire che il sapere e il sapore, nel profondo sono la stessa parola e che attraverso il gusto passa il loro riconoscimento. Occorre farne esperienza diretta, sensoriale, sapere qualcosa implica che va assaggiato, toccato, esperito, provato, sentito. […] Si può anche passare la vita sui libri e conoscere la vita per quello che se ne è letto, e della vita sapere poco. E può succedere anche il contrario, se lo riferiamo a chi ha frequentato poca scuola, ha letto pochi libri, ma attraverso l’esperienza diretta ha assaggiato la vita, ne ha sentito il gusto, si è messo alla prova, le è passato attraverso, ha visto le cose di cui si è occupato, le ha toccate, le ha annusate. […]

Chi non passa attraverso le cose non ne fa esperienza, non le assaggia, dunque non le sa. Sa la vita chi ci passa attraverso, chi la pensa. […] Cento lbri sulla vita non hanno il potere di restituire il gusto di un bacio, nè una biblioteca di teologia di fare avanzare la fede di un centimetro.”

La naturosofia ha quindi l’intento di creare ponti di significato, di offrire un ingrediente per dare sapore (nuovo o di nuovo) alle esistenze sciape, uniformate dal “così fan tutti”, “mal comune mezzo gaudio” o il cosidetto “mainstream” all’inglese, il pensiero medio convenzionale. Il gusto, senso intorpidito da aromi artificiali che anestetizzano ogni capacità innata di conoscere e riconoscere le aromatizzazioni che esistono in natura, senza bisogno di sofisticazioni di alcun tipo.

L’idea chiave della naturosofia è quella di (re)-imparare a scoprire il gusto che ha la terra, un frutto, un tramonto, una roccia e un lampo, riconoscere la straordinaria bellezza che c’è in un pesco come in un ciliegio, nell’argilla e nel marmo, in un’ape o un mulo, cogliendone l’essenza, il mistero che si cela in ogni emanazione dell’Essere. Vedere, sentire, udire, gustare, annusare le differenze e andare oltre, in quel territorio ignoto oltre l’illusione della diversità apparente, cogliendone l’essenza e le radici (o ali) comuni.

La crasi delle due parole vuole essere anche un gesto che richiama alla necessità, dal mio punto di vista, di gettare ponti nuovi, di spostare lo sguardo verso nuovi orizzonti, costruendo strade nuove per raggiungere obiettivi diversi, più alti della sola dimensione terrena e tridimensionale, perchè sono persuasa dall’idea che non sia questo l’obiettivo ultimo dell’esistenza umana.

Non ho alcuna intenzione di offrire ricette, anzi, diffido di coloro che vendono ricettari sul “come imparare a vivere dalla A alla Z”. Vuole invece essere un ingrediente che potete cercare, creare, aggiungere ed utilizzare a vostro piacimento per condire l’esistenza o parti di esse, come e quando vi sentite. Penso infatti che sia sempre più importante in una società e cultura complessa e confusa come quella odierna offrire nuovi punti di vista e sguardi. Non è più il tempo di delegare ad uno chef il sapore che hanno le vostre giornate, i vostri pensieri e le vostre emozioni. Penso sia più che mai importante prendersi la respons-abilità ( abilità a rispondere) di dare noi il gusto originale che solo con le nostre mani, la nostra sensibilità e la nostra creatività possiamo generare. Se fosse più importante l’essere originali dell’essere migliori e del piacere a tutti? Se avesse più valore iniziare a dare il nostro condimento, unico e irripetibile a un piatto di insalata e a un momento di quotidianità per arrivare poi a dare sapore a piatti elaborati dai sapori ricercati, apprezzati da pochi, come le esperienze dolorose, i traumi e i lutti? Il migliore chef non ha forse iniziato pelando patate e preparando un piatto di pasta?

Non sono Nessuno e non posso nè voglio insegnare nulla. Il mio è un lavoro di ricerca prima di tutto su me stessa e ciò che penso e scrivo fa parte della mia ricerca personale che è un continuo divenire, interrogarsi, meditare ma soprattutto meravigliarsi

Quando i pensieri aumentano e mi avvolgono come la nebbia densa di novembre mi è sufficiente spostare l’attenzione su un qualunque dono della natura che ho al mio fianco ed ecco che le rughe che iniziavano a solcare la fronte si dissolvono e la nebbia si dirada, lasciando spazio alla natura e la sua meraviglia. La sua semplicità e la sua armonia sono disarmanti.

Cosa ne pensate?

amante della Natura, della Vita e del Sapere. Cercatrice di sè, di significati, di segni, di ciò che avvicina all'Unità.