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Ritorno alla natura: la raccolta di erbe spontanee un connubio di tradizione ed ecologia, una scelta di stile “decrescente, locale ed eco-sostenibile”

Rhizotomoi” suona vintage, demodè e forse poco comprensibile, probabilmente “forager” fa più figo, ma comunque lo si voglia chiamare l’attività del raccoglitore di erbe spontanee è un mestiere vecchio come il mondo, tutto da riscoprire. Negli ultimi decenni era stato abbandonato in nome di professioni dai nomi decisamente più accattivanti come quello dell’impiegato data entry, che passa le sue giornate tra il grigio cittadino, con la sua monotona frenesia in nome di un bel gruzzolo di monete sonanti da spendere nel tanto atteso fine settimana in coda nei centri commerciali. Sembrava che fare il Panoramix di turno con il falcetto d’oro e il canestro fosse un lavoro superato grazie al grado di civiltà e benessere (almeno socio-economico, per non essere troppo drastica) che si erano raggiunti con la tecnologia e la crescita economica del dopoguerra.

MA… Raccogliere erbe spontanee oltre a poter essere un mestiere a tutti gli effetti, è un’attività alla portata di tutti ed è una scelta anche politica, perchè ha implicazioni importanti su vari fronti.

Prima di tutto si tratta di un’attività che si pratica all’aria aperta, comporta attività fisica che sappiamo bene essere benefica per il nostro organismo e per il nostro equilibrio psico fisico. Primo punto a favore quindi: movimento nella natura, bruci calorie e tensione in un ambiente decisamente più coinvolgente, arricchente e armonico della palestra, tra l’altro a costo 0, zero, dico!

Secondo: la natura offre vegetali, dai sapori inconsueti, ma affascinanti a costo 0, secondo i suoi ritmi e la stagionalità, offrendo un prodotto a Km 0, a impatto 0 e se conosciamo il terreno in cui si raccoglie, senza diserbanti, fertilizzanti, pesticidi di nessun tipo. E’ il frutto della generosità immensa di Madre Natura. Impatto 0 anche da un altro punto di vista. Ciò che è spontaneo non ha richiesto nessun intervento da parte dell’uomo, nè di disinfestazione, fertilizzazione ma nemmeno irrigazione. Ecco qui un altro punto chiave dal mio punto di vista. Quando si parla di problemi climatici, di scarsità di risorse naturali, quando scattano gli allarmi per l’emergenza acqua, dovremmo concentrare tutte le risorse che abbiamo a disposizione per trovare soluzioni al posto di farneticare su scenari apocalittici di un ipotetico mondo nel 2050. Credo fermamente che nella raccolta spontanea di erbe commestibili ed officinali risieda una soluzione alla portata di tutti che può orientarci su una direzione diversa da quella dell’agricoltura convenzionale, delle monocolture, dell’importazione sconsiderata di prodotti esotici ipertrattati.

E’ chiaro che la raccolta di erbe spontanee non può sostiutirsi all’agricoltura come unico mezzo di sostentamento, ma si può inserire in un discorso più ampio che rientra nella filosofia dello “slow“, del lento, del de-crescente, di un’alimentazione e un uso delle risorse più consapevole, di un modo di sfruttare la terra che ne preservi le caratteristiche e peculiarità. Nel cambio di direzione che, a mio avviso, risulta necessario attuare in tempi brevi, la raccolta e l’uso culinario di ciò che la Natura ci offre è un tassello interessante in un quadro più ampio di vedute del mondo e del mercato, molto diverso dal modello dominante negli ultimi decenni.

Concretamente, cosa implica la scelta di fare una passeggiata in campagna o nei boschi ed imparare a “servirsi” dal fruttivendolo migliore del mondo? Nella mia esperienza personale, iniziare a raccogliere direttamente dalla e nella natura ciò che poche ore dopo porto in tavola mi ha cambiata come persona. Ha aumentato in me il senso di rispetto, attenzione e gratitudine per il Creato. Ha aumentato la mia attenzione a ciò che mi circonda: non sono semplici “erbacce”, tra quelle che vengono declassate come erbe infestanti troviamo scrigni di nutrienti. Alla faccia dell’insalata imbustata! Sempre in una prospettiva ecologica la scelta di andare per erbe implica rispettare la stagionalità, la tipicità del luogo, per altitudine, latitudine, microclima, eventi climatici , per cui ogni anno sarà diverso da quello precedente sia per la presenza che per la quantità di una certa specie rispetto ad un’altra.

La Natura quindi, durante queste passeggiate mi regala lezioni di una saggezza profonda, da cui traggo ispirazione per la vita e i rapporti con i miei simili, La Natura che non ha paura a spendersi, a espandersi, a donare, a condividere, la Natura che si lascia andare pur senza certezza di poter ritornare ad essere, il seme che cade dalla pianta, il fiore che si apre tra la neve di febbraio, atti di bellezza eroica e di vivere secondo natura. Semplicità, bellezza e armonia. Chiunque può iniziare, con poco, a seconda delle proprie disponibilità e conoscenze, gradualmente ad inserire questa attività nella sua vita. Il primo passo può essere una frittata di ortiche, un cestino di more, un’insalata primaverile arricchita con qualche fiore di primula. Scoprirete la bellezza che si nasconde nell’atto della ricerca e della raccolta di qualcosa che è per voi, per il vostro sostentamento, per il vostro nutrimento: “dal produttore al consumatore”.

A proposito di erbe spontanee, ricette e spunti interessanti e appetitosi, ho pensato di farvi conoscere Claudia Renzi. Da anni gestisce il blog Granosalis https://granosalis.org/ di cui sono un’appassionata lettrice. I manicaretti che propone sono per la stragrande maggioranza vegetali, semplici, sfiziosi. I suoi articoli ricchi, completi, leggeri e gradevoli come le sue proposte. La mia ricetta preferita: le frittelle dolci di fiori di acacia e sambuco. Qui trovate il link per provarla, ma abbiate pazienza fino alla prossima primavera!)https://granosalis.org/frittelle-dolci-fiori-sambuco-acacia/

Nel prossimo articolo troverete la sua intervista!… Claudia si è dimostrata infatti disponibile a raccontarsi e a parlarci di questa passione che abbiamo in comune e per cui ci eravamo già scambiate un paio di mail qualche mese fa. Ricontattata la settimana scorsa, si è subito prodigata ad aiutarmi concretamente dandomi dritte su aspetti del blog per me ancora nebulosi. Ha poi accettato a rispondere alle mie domande per poter raccontare il suo punto di vista su questa tematica.

Non perdetevi quindi l’intervista di una raccoglitrice di erbe spontanee davvero speciale! L’autrice di Grano Salis mi aspetta!

A presto…

La Naturosofa delle Alpi

amante della Natura, della Vita e del Sapere. Cercatrice di sè, di significati, di segni, di ciò che avvicina all'Unità.